Il prossimo capitolo

Stanotte sarà la 26esima lontano da casa, in ospedale.

La 24esima da quando un cardiochirurgo cocciuto ha deciso che dopo un’ora da quando mi ha fermato il cuore e niente andava come avrebbe dovuto, dopo 5mila operazioni fatte seguendo un metodo al quale io non sarei sopravvissuto, avrebbe operato in un modo che non aveva mai provato prima.

Essere ancora vivo mi fa sentire responsabile di usare al meglio il regalo che lui e la sua equipe mi hanno fatto, ed è una sensazione complessa.

In queste settimane ci sono stati momenti difficili di ogni tipo, fisici prima e psicologici dopo, e ogni volta che mi sono arrabbiato per qualcosa che non andava come avrebbe potuto, e secondo me dovuto,  poi è subentrata la sensazione di essere fondamentalmente un perfetto ingrato, irriconoscente verso la mia buona sorte.

Essere intransigente è sempre troppo facile per me, sia per criticarmi che per auto-incensarmi, e quindi l’oscillazione tra i due stati d’animo è stata continua e ampia.

Il modo migliore che ho trovato per gestirla è stato quello di dedicare la mia attenzione a chi condivideva la stanza con me.

Cercare di portare positività a chi stava soffrendo vicino a me mi ha fatto sentire utile, mi ha permesso di non pensare alla solitudine causata dalle mie scelte di vita mentre attorno a me tutti avevano parenti in visita, e di agire un po’ come  “figlio surrogato” fuori dagli orari di visita.

Fare il figlio temporaneo è molto facile perché alla fine si fa bella figura con poco e poi la parte faticosa comunque se la beccano i figli veri.

E poi la soddisfazione di fare il figlio di un uomo anziano che ha bisogno di sentirsi ascoltato quando non hai mai avuto un padre degno di tale nome e non sai nemmeno se sia vivo o morto ti permette davvero un livello di autocompiacimento elevato.

Trovare uno strumento di gratificazione in circostanze difficili non è però una colpa se uno lo usa con onestà e senza secondi fini, credo.

Nelle mie mani però diventa subito un modo per sentirmi migliore, quindi più arrogante verso chi, a me vicino, secondo me non mi apprezza abbastanza.

E la mia reazione con queste persone di solito è tanto più violenta verbalmente, e più sbagliata, tanto maggiore è la mia sensazione di essere nel giusto.

 

Sapendo che domani sarò dimesso il figlio del primo compagno di stanza è venuto apposta facendo 30km in auto di notte con la strada gelata a ringraziarmi a nome suo e della famiglia per il tempo passato insieme al padre.

La mia sorpresa ascoltando le sue parole è stata mitigata solo dal fatto che circa un’ora prima la famiglia del mio compagno di stanza attuale mi ha fatto, sempre in previsione della mia partenza domani, un regalo con un bigliettino con scritto “ti sentiamo parte della famiglia per come hai aiutato nostro padre.”

La mia famiglia naturale per me ha il solo significato di violenza fisica e psicologica, tradimento e abbandono quindi per me famiglia=dolore e quindi ora sono qui a riflettere su cosa diavolo mi sono perso se per così poco si può essere comunque apprezzato.

Tranquilli, nessun proposito di diventare Zen o maestro di vita: resto sempre il solito vaso pieno di crepe senza kintsugi, esigente, criticone insoddisfatto che passa il tempo a tenere a bada, con risultati alterni ma più negativi che altro, la violenza che mi porto dentro dall’infanzia per poi scatenarla con la massima forza su chi suo malgrado, o peggio ancora per cercare di starmi vicino, si trova nel posto sbagliato al momento giusto.

Ma forse, se sarò abbastanza intelligente da rifletterci con sufficiente frequenza, potrei ricordare questi due eventi e trarne qualche spunto per provare a diluire la violenza che mi porto dentro mentre vivo il prossimo capitolo della mia vita, che comincia ora.

Time will tell.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...