La puntualità è rispetto, a volte però esagero

Mentre scendo dall’auto nel parcheggio sotterraneo allungo la mano per prendere il cellulare e mi rendo conto che l’ho lasciato a casa. È la prima volta in molti anni e mentre un sorriso mi sale alle labbra mi  rendo conto di non avere nemmeno l’orologio perché non lo porto mai, tanto l’ora la controllo sul cellulare.

Come faccio ad arrivare puntuale all’appuntamento alla solita ora, le 13:50 ? Controllo l’orologio in auto, sono le 13:25. Odio arrivare in ritardo agli appuntamenti ma negli ultimi tempi per mille ragioni sono arrivato spesso di corsa all’ultimo minuto quindi oggi mi ero mosso con anticipo e ora devo inventarmi un modo per gestire il vantaggio temporale che ho accumulato. Restare in auto non è il caso, Firenze è bollente in questi giorni ed il parcheggio sotterraneo è anche peggio, quindi?
So già che non c’è Nessun orologio pubblico in Largo Annigoni né in Piazza Ghiberti, però mi viene in mente che lo scontrino dei negozi normalmente riporta l’ora…ho già mangiato ma per arrivare in orario posso anche ri-mangiare qualcosa. Aspetto qualche minuto e poi compro una schiacciatina: guardo lo scontrino del negozio pensando di avere avuto proprio una buona idea ma riporta la stessa ora che segnava l’orologio della mia macchina molti minuti fa: tutto inutile.

Considerata l’ora e il fatto che è l’8 Agosto non c’è in giro anima viva in questa zona di Firenze pur vicina al centro: la facoltà è senza studenti, forse chiusa, e così la piadineria, la pizza al taglio e gli altri negozi verso via Ghibellina sono tutti in ferie o chiusi per l’ora.
Mi dirigo verso il forno all’angolo con Via de’ Macci per sperare in uno scontrino con un orologio migliore; mentre cammino cerco di sbirciare dentro le auto parcheggiate senza sembrare un ladro ma non si vede nulla, nessuna auto vecchia abbastanza da avere l’orologio a lancette. Eccomi al forno, nuovo acquisto e nuovo scontrino: bene, sono le 13:45 quindi se mi muovo a passo normale sarò al mio appuntamento all’ora precisa.

Arrivo davanti alla porta, sto per suonare e mi torna in mente l’SMS “ci vediamo alle 14 stavolta”: tutto da rifare.

Ora mi ricordo che qui vicino c’è un negozio di biglietti per concerti e spettacoli che forse ha un grande orologio appeso al muro. Eccomi davanti alla vetrina: l’orologio c’è e segna le 13:52, quindi ora faccio un giro attorno all’isolato e torno.

L’orologio segna le 13:59, posso andare all’appuntamento ed essere in orario perfetto.

 

Driiiiin.

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