L’intolleranza su Twitter? E’ una brutta bestia, come me

La parola intolleranza evoca reazioni forti, emozioni, perfino violenza, ed ha una connotazione totalmente negativa a partire dalla versione “medica” del termine, quindi l’idea che io ne sia affetto non mi piace neanche un po’.

E’ quindi possibile che i pensieri che riassumo di seguito siano un modo per scusarmi di essere affetto da qualcosa che considero fortemente negativo? A voi giudicare.

Sono intollerante ai maleducati, a chi usa la provocazione come principale strumento di interazione, a chi non fa il proprio dovere, a chi pensa solo ai propri diritti, a chi predica bene e razzola male, a chi insulta, a chi “eh ma non devi prendere tutto alla lettera”, a chi passa il tempo a cercare di convincere il prossimo che la sua idea di mondo, politica, religione, società, educazione è migliore degli altri e dialoga solo per fare proseliti.

Menzione speciale a chi fa di tutta l’erba un fascio e agli uomini che sanno cosa vogliono e cosa serve alle donne: con loro sono spesso incapace di intendere e volere.

Sono intollerante a molte cose, probabilmente un caso clinico; come tutti gli intolleranti, in presenza del “fattore scatenante” ho delle reazioni sempre forti. Non potendo esprimere questa reazione con un rash cutaneo rispondo e, visto che ho molti  altri difetti oltre all’intolleranza, accade a volte che passi “dalla parte del torto”; di sicuro spesso mi avvicino molto a tale limite che vorrei fosse per me invalicabile.

Qualche volta me ne accorgo da solo, altre volte me lo fanno notare in vario modo…alcuni dicendomi “di nuovo?!” “ma come sei aggressivo!” “ma perchè te la prendi tanto..”. Quando succede, il fatto che ci sia un motivo, almeno per me, per queste reazioni non modifica la sensazione di esserci cascato di nuovo.

Non credo che essere intollerante a certi comportamenti sia un male, anzi; mi rendo però conto che invece di restare attento a questi argomenti per sottolinearli in modo appropriato o trascurarli quando nascono da un edvidente desiderio di rissa, con il mio comportamento divento io stesso, in modo diverso ma con risultati simili, un elemento negativo nella discussione. E non ne sono soddisfatto.

La soluzione è leggere di più ed interagire di meno? Forse. Se non leggerete mie reazioni ad argomenti che sapete mi stanno molto a cuore, non date per scontato che io abbia cambiato idea…forse sto solo cercando di non commettere un “fallo di reazione”.

Grazie Jarno, Chiara, Paola e Leopoldo … gli ultimi in ordine di tempo ad avermi aiutato a riflettere sull’argomento.

5 pensieri su “L’intolleranza su Twitter? E’ una brutta bestia, come me

  1. Carlo guarda se qualcosa ha offeso tua sensibilità io mi scuso sinceramente.
    Trovo però assolutamente ingiusto giudicare mie parole in tweet (quindi sempre poco argomentati e contestualizzabili) e non concedere il diritto di replica.
    Non ho alcuna intenzione di prendere in giro nessuno, mi interesso sinceramente vs posizioni e in me l’ ipocrisia non è mai esistita.
    Ti prego di dirmi cosa ti è parso una presa in giro.
    Ad ogni modo, se non vuoi più parlare con me di questi argomenti, lo posso capire e io rispetterei tua sensibilità, senza alcun bisogno di bloccare.
    Cordialmente, Jarno

    • Jarno,
      io faccio del mio meglio per fare autocritica (questo post che hai commentato nasce da una riflessione sulle mie reazioni a certe situazioni) e non è nemmeno detto che ci riesca bene. Ciò detto, io non cerco mai di mascherare le mie opinioni e, come da post, so di essere intollerante verso chi lo fa.
      La genesi dell’oggetto del contendere è banale: a fronte di persone che mettono tutti i giorni in rete foto di animali cucinati e/o parlano di quanto sia buono questo animale o l’altro inframmezzando queste esternazioni con altre sul loro amore per gli animali, io posto UNA foto fattuale di come si ottiene l’ingrediente principale del piatto magnificato. E’ la PRIMA volta in assoluto che lo faccio. Come reazione ottengo una valanga di critiche che partono da “come ti permetti di giudicare quello che mangiamo” “dici che sei liberfale ma invece giudichi”, “è un’entrata a gamba tesa”, “fallo di reazione”, “volete abbandonare la vostra natura animale”, “fate voli pindarici di etica” ed altri ancora e decido di comportarmi di conseguenza.
      Probabilkmente il fatto che apprezzi il Prof. Bagnai che passa il tempo ad insultare chi non la pensa come lui vuole dire che la tua tolleranza agli insulti più o meno velati è più alta della mia. Buon per te, forse; io mi tengo la mia intolleranza e in questo momento non mi va di interagire con chi, a mio parere, mi etichetta in modo ingiusto ed approssimativo.

      • Carlo io (e ne trovi traccia nella bella conversazione di ieri notte con Sebastiano) ho definito la tua come entrata “un pò a gamba tesa” perchè rischia di offendere anche chi invece accetterebbe volentieri il confronto.
        Ho chiaramente detto che per me è solo strategicamente sbagliato e che non è la foto il problema ma il testo che appariva molto provocatorio. Ti biasimo per questo? No, assolutamente. Anche perchè mi rendo conto appunto che gli altri mettono foto che ti urtano.
        Tutti gli altri commenti nei tuoi confronti NON li condivido nel modo più assoluto, ti dirò pure che ieri sera ho cercato come cancellare una foto delle mie proprio xkè Sebastiano mi ha fatto notare che urta.
        Detto questo, twitter è limitatissimo, interpretare è già difficile nella scrittura estesa, figurarsi con meno di 140 caratteri; se qualcosa ti ha urtato ti pregherei di dirmelo e se preferisci mi astenga dal parlare di certi argomenti non hai che da chiedere e lo farò volentieri, del resto io su Twitter ci sto più per leggere che altro.
        Adesso ti dico una cosa che rischia davvero di offenderti, ma che invece vorrei che prendessi a ridere: l’unico altro che mi ha bloccato è proprio Bagnai! 😀
        Pace?

      • Mi piacerebbe però capire quale tweet ti abbia offeso, perchè l’ idea che tu abbia interpretato come sarcasmo o peggio una mia affermazione, non mi lascia tranquillo.

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