E’ ora di andare

L’universo è davvero vasto e noi, dal nostro piccolo e remoto pianeta, abbiamo la fortuna di poterne ammirare bellezze stupefacenti come la Nebulosa Aquila che si espande in un oceano di stelle. Ci sono innumerevoli stelle ed altrettanti pianeti nelle galassie: noi siamo su questo e abbiamo occhi per vedere, orecchie per ascoltare e anima per provare emozioni. Che dono!

Dopo varie tempeste mi sono imposto per molti anni di restare al riparo dai venti, aggrappato al molo delle certezze. Molte parti della mia anima si sono atrofizzate nel tempo, altre si sono incattivite per la sosta forzata, ma la scintilla non si è mai spenta.

In questi anni ho fatto pace con la parte incattivita promettendo di ascoltarla, fino a cominciare a diventare Grigio chiaro e lasciare spazio alle persone intorno a me e alla loro energia: le mie orecchie hanno cominciato ad ascoltare il vento e poi, curioso come un gatto, ho alzato il viso per capire da dove soffiasse e dove andasse. A quel punto il vento ha fatto nuovamente brillare la scintilla riaccendendo la mia voglia di andare, sperimentare e condividere.

E’ arrivato il momento di lasciare il porto e ripartire: ci saranno altri temporali e tempeste, dubbi e danni, ma la vita in porto non fa per me. E credo per nessuno, tranne che per il tempo strettamente necessario alle riparazioni più gravi.

(Foto di Maurizio Mei, fotografo amatoriale e amico per il quale pazienza e passione sono due marchi di fabbrica: questa foto ne è una prova)

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